Rubrica: LA PAROLA DI DIO
di Vincenzo Topa
(da Spiritus Domini, rivista mensile dei Vocazionisti)
(da Spiritus Domini, rivista mensile dei Vocazionisti)
IL FIGLIO PRODIGO
(Lc. 15, 11-32)
La parabola del figlio prodigo è riportata dal solo evangelista Luca, particolarmente attento al tema della misericordia. In essa, giustamente considerata un caposaldo del messaggio evangelico, si narra di due persone che devono essere salvate, rappresentanti di tutta l’umanità: il figlio “prodigo”, cioè dissipatore di tutto quello che ha ricevuto, e il figlio maggiore, che pur avendo tutto vive senza gioia, intrappolato dalla sua visione legalista della giustizia.
Ecco perché, correttamente, molti preferiscono intitolare il passo: parabola del Padre misericordioso. E’ il Padre, infatti, il protagonista di tutto il racconto, Colui che ama entrambi i suoi figli e li accoglie nel Suo abbraccio d’amore.
Nel figlio prodigo, però, quando diventa chiara la percezione di aver buttato via la vita e di essersi ridotto a mangiare coi porci, inizia ad agire una misteriosa Grazia. Toccato il fondo egli vede con chiarezza la Verità: “Anche i servi in casa di mio padre hanno pane in abbondanza…”. Senza una casa, senza amore, la solitudine ci divora e diventiamo simili a bestie. Così prende una decisione (“Mi alzerò e tornerò da mio Padre”) che lo porterà a scoprire ciò che in tanti anni non era riuscito a vedere: l’Amore misericordioso del Padre, del Padre che gli viene incontro. E’ un Padre che perdona. Il Dio della vita richiama alla vita ciò che, separato da Lui, era morto: “Questo mio figlio era morto ed è tornato alla vita”.
La festa che segue scandalizza il fratello maggiore, invidioso del riversarsi di questa misericordia sul figlio prodigo. Ci sono due sentimenti negativi che alimentano questa invidia, invidia che può appartenere a ognuno di noi.
Il primo è l’errata convinzione che, in effetti, i peccati nei quali è caduto il fratello siano uno “spasso” del quale, invece, noi ci siamo privati. Il Padre chiarisce molto bene questo inganno dicendo al figlio maggiore: “Figlio, tu sei sempre con me e quello che mio è tuo…”. In altre parole, cosa potresti volere di più? Tu hai già tutto! Anche tu, come aveva fatto tuo fratello, non hai capito che qui è l’Amore e la Vita! E non hai capito che nella separazione da Dio, nel peccato, c’è la morte e non uno “spasso”!
La seconda convinzione è che la giustizia vada applicata rigidamente secondo la legge del taglione, non solo per gli eventuali reati commessi, ma finanche per i peccati. Ma questa è la nostra giustizia, quella che, alla fine, pretende di condannare e punire il comportamento morale di qualcuno senza poterne conoscere il cuore. Il giudizio finale sull’uomo e la sua condanna, però, competono solo a Dio e non hanno niente a che vedere con la giustizia sociale (1): Dio è la Speranza di coloro che sono senza speranza!
In conclusione, questa parabola viene oggi a far luce sulla tua vita. Sei cosciente di aver peccato “contro il cielo e contro tuo Padre”? Stai tornando a Lui? Hai capito che Egli è già lì, che scruta l’orizzonte sperando di vederti tornare? Nella confessione senti il Suo perdono? Oppure sei un legalista, che non riesce a gioire per il ritorno della pecora perduta, ma vuole applicare la sua giustizia? Ancora non hai capito le parole “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo”? Credi che ti sia stato tolto qualcosa?
NOTE:
1) A conferma, vedi anche la parabola degli operai presi a giornata (Mt. 20, 1-16)
(Lc. 15, 11-32)
La parabola del figlio prodigo è riportata dal solo evangelista Luca, particolarmente attento al tema della misericordia. In essa, giustamente considerata un caposaldo del messaggio evangelico, si narra di due persone che devono essere salvate, rappresentanti di tutta l’umanità: il figlio “prodigo”, cioè dissipatore di tutto quello che ha ricevuto, e il figlio maggiore, che pur avendo tutto vive senza gioia, intrappolato dalla sua visione legalista della giustizia.
Ecco perché, correttamente, molti preferiscono intitolare il passo: parabola del Padre misericordioso. E’ il Padre, infatti, il protagonista di tutto il racconto, Colui che ama entrambi i suoi figli e li accoglie nel Suo abbraccio d’amore.
Disse ancora: Un uomo aveva due figli.
Il più giovane disse al padre: "Padre,
dammi la parte del patrimonio che mi spetta...
...questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita
era perduto ed è stato ritrovato.
(leggi tutto)
E allora… quali sono le caratteristiche di questo padre, che non si fa fatica a identificare nel Padre celeste?
Innanzitutto è un Padre che ama. E siccome è amore assoluto, che non conosce la prevaricazione, lascia liberi. Ha educato i suoi figli, li ha
introdotti nella vita con tutte le armi necessarie, ma alla fine li lascia liberi. Liberi anche di sperperare tutto. Così uno dei figli va
via ed uno resta.Il più giovane disse al padre: "Padre,
dammi la parte del patrimonio che mi spetta...
...questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita
era perduto ed è stato ritrovato.
(leggi tutto)
Nel figlio prodigo, però, quando diventa chiara la percezione di aver buttato via la vita e di essersi ridotto a mangiare coi porci, inizia ad agire una misteriosa Grazia. Toccato il fondo egli vede con chiarezza la Verità: “Anche i servi in casa di mio padre hanno pane in abbondanza…”. Senza una casa, senza amore, la solitudine ci divora e diventiamo simili a bestie. Così prende una decisione (“Mi alzerò e tornerò da mio Padre”) che lo porterà a scoprire ciò che in tanti anni non era riuscito a vedere: l’Amore misericordioso del Padre, del Padre che gli viene incontro. E’ un Padre che perdona. Il Dio della vita richiama alla vita ciò che, separato da Lui, era morto: “Questo mio figlio era morto ed è tornato alla vita”.
La festa che segue scandalizza il fratello maggiore, invidioso del riversarsi di questa misericordia sul figlio prodigo. Ci sono due sentimenti negativi che alimentano questa invidia, invidia che può appartenere a ognuno di noi.
Il primo è l’errata convinzione che, in effetti, i peccati nei quali è caduto il fratello siano uno “spasso” del quale, invece, noi ci siamo privati. Il Padre chiarisce molto bene questo inganno dicendo al figlio maggiore: “Figlio, tu sei sempre con me e quello che mio è tuo…”. In altre parole, cosa potresti volere di più? Tu hai già tutto! Anche tu, come aveva fatto tuo fratello, non hai capito che qui è l’Amore e la Vita! E non hai capito che nella separazione da Dio, nel peccato, c’è la morte e non uno “spasso”!
La seconda convinzione è che la giustizia vada applicata rigidamente secondo la legge del taglione, non solo per gli eventuali reati commessi, ma finanche per i peccati. Ma questa è la nostra giustizia, quella che, alla fine, pretende di condannare e punire il comportamento morale di qualcuno senza poterne conoscere il cuore. Il giudizio finale sull’uomo e la sua condanna, però, competono solo a Dio e non hanno niente a che vedere con la giustizia sociale (1): Dio è la Speranza di coloro che sono senza speranza!
In conclusione, questa parabola viene oggi a far luce sulla tua vita. Sei cosciente di aver peccato “contro il cielo e contro tuo Padre”? Stai tornando a Lui? Hai capito che Egli è già lì, che scruta l’orizzonte sperando di vederti tornare? Nella confessione senti il Suo perdono? Oppure sei un legalista, che non riesce a gioire per il ritorno della pecora perduta, ma vuole applicare la sua giustizia? Ancora non hai capito le parole “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo”? Credi che ti sia stato tolto qualcosa?
NOTE:
1) A conferma, vedi anche la parabola degli operai presi a giornata (Mt. 20, 1-16)
SUL POZZO DELLA VITA
(da Il Granellino, feb 2008)
(da Il Granellino, feb 2008)
“Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire...”
(Ap. 12, 4)
di Vincenzo Topa
di Vincenzo Topa
Sentirsi amato. Questa è l’aspirazione più profonda di ogni essere umano. Anche se non lo sa, anche se non lo capisce, che sia un grande scrittore o un perfetto ignorante, nel profondo ogni uomo desidera sentirsi amato. Qualunque età egli abbia, dalle poche ore fino ai cento anni, perché questa non è una cosa che si impara, ma la si “sente”, la si vive dentro. E’ la tensione della vita stessa. Vivere è amare e sentirsi amati.
Così penso agli aborti, ai piccoli feti non accolti (non amati). Alla ipocrisia che giustifica un omicidio in previsione di una possibile malformazione, di una qualche piccola o grande malattia. Spontaneamente mi chiedo: ma un bambino malato non ha ancora più bisogno di uno sano di sentirsi amato, accolto dalla sua mamma? Non è forse questo un diritto naturale, quello di essere accolti dalla propria mamma?
Ecco, l’inganno sta tutto lì, nel preteso diritto di non amare, di non accogliere. Questo è il veleno pronto per la madre che, debole nella fede e spaventata da medici poco medici, aderisce alla proposta del diavolo. E’ lei la vera vittima. L’altra, il bimbo innocente, è in realtà un vincitore chiamato al Regno dei cieli! La mamma è la vera vittima: negando l’amore, l’accoglienza a quel bambino, la maternità, nega sé stessa. Nega la Verità sulla Vita, anche la sua. Che Dio è Amore. Che siamo il tempio dello Spirito Santo. Che vivere è amare e sentirsi amati. Negando la Verità profonda della vita, quella che ci ha mostrato Gesù Cristo, il Vivente, finisce per ferirsi mortalmente, prigioniera di una paura senza Speranza.
Potrebbe sembrare non inerente. Ma ti invito ora a pensare, ogni volta che sarai lì, vicino all’urna del voto, al pozzo della vita. Alla difesa dei valori, a ciò che conta sicuramente più di un punto di PIL o di qualche tassa in più o in meno…
NOTE:
cfr. Sal. 139
CIAO, SALVATORE
(da Il Granellino n. 779/2009)
(da Il Granellino n. 779/2009)
Salvatore di nome e di fatto
di Vincenzo Topa
di Vincenzo Topa
Salvatore aveva incontrato Gesù Cristo sedici anni fa, quando gli sembrava che tutto stesse andando a rotoli. E aveva sperimentato come quell’incontro gli aveva cambiato la vita. Abbandonati gli idoli di un tempo, il suo matrimonio era rifiorito, benedetto con quattro figli. Nella piccola casa di Salvatore si respira la presenza di Cristo. Quante volte ha cantato tra quelle mura, con il suo vocione imponente, il salmo: “Se il Signore non costruisce la casa invano lavorano i costruttori...”! Quante volte ha benedetto Dio per i doni ricevuti, insieme alla nostra comunità, cantando: “... non manco di nulla”!
Così, per gratitudine, perché diventa impossibile tenersi dentro un Amore così grande, come catechista ha portato tanti a Cristo. Tanti uomini e donne, oggi, possono benedire il giorno in cui il Signore ha messo questo fratello, Salvatore di nome e di fatto, sulla loro strada. Aveva la quinta elementare, ma quando parlava di Dio poteva penetrare indifferentemente dal cuore del professore universitario a quello dell'ultimo spazzino!
Due anni fa Salvatore, insieme alla moglie, si era reso disponibile ad andare in qualunque parte del mondo Dio lo avesse chiamato a impiantare la Chiesa. E Dio, che lo ha trovato già pronto, a 48 anni, gli ha dato un posto privilegiato nell'evangelizzazione. In cielo era il suo posto. E di lì, in questo misterioso disegno d'amore, continuerà a guidare la sua famiglia, la sua comunità, la sua parrocchia.
Grazie, Signore, per avermi donato la sua amicizia! Anzi, Salvatore è molto più che un amico, Salvatore è mio fratello in Cristo!
BAMBINI, nuovi quadretti di famiglia...
inediti
di Vincenzo Topa
di Vincenzo Topa
I numeri romani...
All'uscita di scuola Vlad euforico:"Papà, abbiamo fatto i numeri romani!". Mentre io mi compiaccio della cosa soggiunge tutto soddisfatto: "li so benissimo... fino a tre!".
Lieve anticipo...
Metà febbraio, chiamo in Bielorussia, Colia al telefono, un po' trafelato mi chiede con tono urgente: "Papa, quando vieni a prendermi all'areoporto ricordati di portarmi la GameBoy!". Al che io: "Colia, ma papa viene a giugno all'areoporto...". Si rende conto e glissa: "Vabbè, tu comunque ricordati!".
Siamo poi così decrepiti?
Mia nipote, Mariastefania, al padre che ascolta allibito:“Papà, ma quando tu eri giovane c'erano ancora gli antichi romani?”
Pruvulo'!
Spesso Colia si comporta, come si dice a Napoli, da “provolone”, per cui lo apostrofo con il caratteristico: “Pruvulo’!”. Ieri mi è capitato di domandargli, subito dopo: “Ma tu sai che significa?”. Allora lui: “Sì. Pruvulonko è… fromagio!”
Safari marino…
Nell’ultimo giorno di vacanza al mare la truppa (Vlad, Colia e due amichetti assoldati sul campo) ha sfondato il canotto. Avvistata una medusa l’equipaggio ha ingaggiato una battaglia d’altri tempi e, nella concitazione del momento, il fondo dell’imbarcazione ha ceduto. Alla fine, però, la povera bestia è stata trainata a riva e finita in malo modo. La pionieristica impresa sarà ricordata a lungo, nelle fredde serate invernali, davanti al caminetto…
La storia vista dai due ignorantoni…
Colia guarda la televisione e vede la pubblicità di un documentario su Hitler. Riconosciutolo, mi mette in guardia: “Questo è uno gattivissimo!”. “E tu come lo sai?” riprendo io. "L’ho visto in un film!”. Poi, per rassicurarmi, conclude: “Ma è un fatto di trentamila anni fa!”. Alla mia ilarità, Vlad, per schernire il fratello, interviene con aria saputella: “Colia, ma se sarà al massimo del trenta avanti Cristo!”.
Il ginnasta…
Vlad ha vinto le gare di fine anno di ginnastica artistica. Così ha ricevuto un trofeo raffigurante un giovane che fa la verticale, trofeo che si è portato dietro per due giorni mostrandolo a tutti i conoscenti della zona. Alla fine mi ha detto: “Papà, però mi devi scrivere sulla base della coppa: «Primo posto ginnastica artistica maschile», perché così nessuno capisce lo sport… Pensa che Nunzio (il barista) pensava che avevo vinto una gara di tuffi!”. Ho concluso: “Vlad, vedi, qua sono tutti un po’ ignoranti di sport, conoscono solo il calcio!”
La mia città…
Dal quaderno di Vlad: "La mia città e Napoli. Napoli e una bella città, oltre la spazzatura. Il trafico, lo smog, l'inquinamento che non è una bella cosa quelli che si umbriacano e quelli che vendono droga. E' davvero brutto, molto brutto. Invece ci sono i musei, i parcogiochi molto belli e anche l'Ikea".
Che aggiungere? Foto perfetta, dal suo punto di vista!









































